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Autodisciplina: ovvero come perseverare quando non ne avresti voglia

Una cosa mi sconvolge:

Quando si tratta di obiettivi, tutti parlano di motivazione, ma nessuno parla di autodisciplina

E sempre mi chiedo: ma che senso ha?

Ti posso assicurare che di sola motivazione non ha mai avuto successo nessuno e sfido chiunque a smentirmi su questo.

Come ho già scritto molte altre volte, la motivazione è effimera, va e viene…

Quello che invece resta e ci permette di realizzare i nostri progetti è l’autodisciplina.

Sì, perché all’inizio partiamo in quarta, siamo motivati e facciamo progressi.

Poi, gradualmente la stanchezza e la quotidianità ricominciano a farsi largo nelle nostre giornate e troviamo sempre meno tempo per dedicarci al nostro progetto.

Infine, la motivazione svanisce, perdiamo interesse e abbandoniamo il progetto.

Ti è già successo vero?

Scommetto di si e ti sei anche sentito di M*** per non essere arrivato in fondo.

E poi c’è quella collega che riesce ad andare in palestra prima di venire in ufficio, la sera studia per avere una promozione e riesce addirittura a mantenere una vita sociale decente.

Ti chiedi: ma come cavolo fa?

La risposta è semplice: autodisciplina

autodisciplina
Photo di Alex Gorham on Unsplash

Qual è il significato di autodisciplina?

L’autodisciplina personale è la capacità di andare avanti, rimanere motivati ​​e agire, indipendentemente da come ti senti, fisicamente o emotivamente.

Tanti filosofi ne hanno parlato nella storia, ma chi secondo me ha reso meglio l’idea, è uno sportivo contemporaneo che dice più o meno così:

Autodisciplina è fare qualcosa che non vuoi fare, per poi avere la possibilità di fare quello che vuoi veramente fare

Questa citazione è di Jeff Fisher e credo centri in pieno il vero significato di autodisciplina.

Cosa vuol dire nella pratica?

Andare in palestra quando siamo stanchi e vorremmo solo buttarci davanti alla tv

Studiare per un esame che ci fa davvero schifo all’università perché superarlo ci permetterà di laurearci e fare il lavoro dei nostri sogni.

Tornare dopo 10 ore fuori casa e lavorare un’oretta al nostro progetto personale che ci farà forse cambiare vita.

L’autodisciplina è quel concetto da cui deriva il famoso detto volere è potere tanto caro agli americani.

Concetto col quale mi trovo piuttosto d’accordo anche io stessa.

Per quanto mi riguarda l’autodisciplina conta per l’80% al raggiungimento di un obiettivo.

Il restante 20% si divide fra talento e sana botta di culo.

Sia ben chiaro, non voglio illuderti e far passare un concetto sbagliato.

Non è che se hai un sogno, solo impegnandoti fortemente lo realizzerai, ma ti sto dicendo che se ti imponi un obiettivo e lavori duramente per ottenerlo, i risultati arriveranno.

Senza dubbio.

Magari non diventerai il n.1, ma probabilmente ci andrai vicino.

Autodisciplina personale: come svilupparla

Veniamo al dunque

Se sei qui, è perché vuoi migliorare la tua autodisciplina personale.

Prima di proseguire però, voglio mettere in chiaro una cosa: per diventare più disciplinati non esiste una formula magica (e ti invito a diffidare da chiunque te ne dia una).

Essere disciplinati richiede impegno quotidiano e non ha scorciatoie.  

Nell’autodisciplina non possono esistere concetti come “sono stanco” “non sono dell’umore” “oggi non mi va”.

Quello che troverai di seguito non è quindi un vademecum punto per punto sull’argomento, ma una serie di consigli e strumenti pratici con i quali riuscire a migliorare concretamente la tua autodisciplina.

Prima ancora di capire come essere più disciplinato però, devi conoscere i due prerequisiti fondamentali e necessari per un piano d’azione di successo:

  1. L’interesse
  2. L’azione

Trova qualcosa che sia veramente importante

L’interesse muove l’azione

Un conto è agire per qualcosa che ti interessa, un conto è agire per qualcosa verso cui non hai vero interesse.

Siamo d’accordo no?

Pensa solo allo studio, studiare per un esame o una materia che ti interessa è mooolto più facile rispetto a studiare qualcosa per cui non sei portato.

Io, ad esempio, odiavo la matematica quando ero al liceo ed ogni volta che dovevo prepararmi per una verifica, procrastinavo fino all’ultimo momento.

I risultati come puoi immaginare, non erano dei migliori.

Se invece si trattava di informatica o letteratura però, studiavo senza difficoltà anche cose extra.

Ma perché ti sto dicendo questo invece di parlare subito di autodisciplina?

Semplice, vorrei che tu capisca l’importanza di impegnarti solo in cose che sono veramente di tuo interesse, altrimenti avere più autodisciplina personale non ti servirà per centrare il tuo scopo.

L’importante è iniziare

Una volta scelta l’attività in cui impegnarsi e per cui si è davvero motivati, il più grande ostacolo è iniziare, poi è tutto in discesa.

Molti, essendo all’inizio, si perdono a cercare il miglior modo per fare qualcosa e poi…non fanno più niente!

Questa è la cosa più sbagliata che si possa fare.

Il non agire infatti, ti fa perdere “momentum” bruciando la spinta motivazionale che ti ha portato a desiderare di fare qualcosa.

Magari non è il tuo caso, ma se sei in questa situazione non preoccuparti, è molto comune.

La buona notizia è che iniziare richiede uno sforzo immenso rispetto al mantenere poi una tabella di marcia in modo disciplinato.

Come dice il buon Tony Robbins, far uscire un razzo dall’atmosfera terrestre richiede uno sforzo incredibile in termini di potenza, ma una volta nello spazio c’è bisogno di molto meno perché si muova.

Metafora potente vero?

Iniziare a fare qualcosa è oltretutto una tecnica efficacissima anche per rinforzare l’autodisciplina.

In che modo?

Fai anche solo 5 minuti dell’attività che ti eri prefissato, ma che non avresti magari voglia di fare.

Nella maggior parte dei casi, quei 5 minuti si trasformeranno in 30 o più.

Ora che abbiamo chiarito questi punti, passiamo alla disciplina vera e propria

autodisciplina personale
Photo by Mark Duffel on Unsplash

Autidisciplina =  Abitudine

L’autodisciplina è come un muscolo, va sempre tenuta allenata.

Ora che hai scelto dove impegnarti e hai effettivamente iniziato a muoverti in quella direzione, non ti resta che perseverare finché non raggiungi la meta.

Per fare grandi cose, non servono grandi passi, ma piccoli passi continui

Insomma, un po’ come ti spiego nell’articolo sulla creazione di nuove abitudini.

Per fare un riassunto le cose da fare sono 2:

  • Scegliere piccole azioni quotidiane e sostenibili per arrivare alla meta
  • Organizzare meglio il tuo tempo

Per quanto mi riguarda, appena scelto un piano d’azione, devi infilarlo in una tabella di marcia definita e cercare di rispettare tutte le tue scadenze.

Come se fosse andare al lavoro, fare la spesa o farti la doccia.

Niente più, niente meno.

Come essere sicuri di rispettare l’impegno preso, dici?

Semplice, creando una routine efficace e cucita su misura per te (insomma evita di guardare quei video sulle abitudini di Bill Gates, ecc…perché ti faranno solo perdere tempo)

Ho già parlato dei miei metodi preferiti per organizzare il tempo all’interno di una routine; quindi, ti invito ad approfondirli e sceglierne uno.

Fatto questo, stabilisci le ore che puoi dedicare a una data attività e rispetta quello che hai stabilito a tutti i costi.

Prenditi del tempo per scegliere accuratamente questo aspetto.

Io ti consiglio di provare ad individuare dei momenti in cui sei sempre sicuro di poterti dedicare ad una nuova attività.

Se come me, nei weekend tendi ad avere programmi molto variabili, individua piuttosto uno spazio da dedicare alla nuova attività durante la settimana, in cui presumibilmente, hai orari più sicuri.

Ti raccomando di scegliere una tabella di marcia adeguata al tuo stile di vita e non strafare, altrimenti è inevitabile che abbandonerai tutto dopo poco.

Meglio decidere di dedicarsi a qualcosa di nuovo per 2-3 ore a settimana e farlo per 1 anno, che imporsi di sbatterci la testa per ore tutti i giorni e durare un mese, no?

Siamo realistici…

Una volta stabilita la nuova abitudine, può capitare di saltare un appuntamento di tanto in tanto, ma ricorda: più sei aderente al tuo piano d’azione senza sgarrare, meno tempo impiegherai per raggiungere l’obiettivo.

Non hai tempo? Smetti coi social

Ti sento che pensi “Eh ma io ho già un sacco di cose da fare, non credo di farcela”

Se su 168 ore settimanali non riesci a trovare 2-3 ore per dedicarti a qualcosa che dovrebbe essere importantissimo per te, le cose sono 2.

Uno: quello che vorresti fare non è poi così importante

Due: perdi un sacco di tempo inutilmente

Nel primo caso, lascia perdere quello che avevi in mente, tanto non riuscirai ad impegnartici veramente e fallirai.

Nel secondo caso, ti basterà riorganizzare il tuo tempo, togliendo dalle tue giornate le attività che non sono importanti né indispensabili.

E sai qual è la prima di queste attività?

I social network.

Se sei un mio lettore affezionato, sicuramente avrai già letto il mio punto di vista sul vivere senza social (o quasi), se invece mi conosci ora per la prima volta, ti invito ad andarlo a leggere cliccando sul link qui sopra.

Chiunque abbia ascoltato il mio consiglio di circoscrivere il tempo legato ai social in momenti precisi della giornata, mi ha ringraziata e ha ottenuto gli stessi incredibili vantaggi che ho avuto io.

Non voglio convincerti, ma quello che dico sempre è provare per credere.

Aldilà di questo, i social ti educano alla gratificazione immediata che è di fatto, tra i principali ostacoli nel raggiungimento di un obiettivo.

Innamorati del viaggio

Ultimo, ma non ultimo, smetti di focalizzarti solo sull’obiettivo finale e goditi le piccole azioni quotidiane per arrivarci.

Immaginati il raggiungimento di un obiettivo come un viaggio on the road di moltissime ore, puoi scegliere di farlo notturno, guidando il più veloce possibile senza mai fermarti, oppure di viaggiare con calma e fare delle tappe per goderti tutti i paesaggi che incontri.

Quale pensi sia l’approccio migliore alla fine?

E se mi viene voglia di mollare?

E’ un’evenienza che potrebbe sicuramente capitare dopo qualche tempo.

A quel punto la cosa da fare è solo una, ovvero: chiediti se quell’attività è ancora così importante per te o meno.

Se la risposta è no, abbandona tutto.

Se la risposta è si, ripensa al motivo principale che ti ha spinto ad iniziare e ricarica le tue energie mentali.

Perché avere autodisciplina è così difficile?

In conclusione, i motivi sono 2:

Il primo è perché spesso non hai un obiettivo davvero chiaro e/o ti fai trascinare dai trend e dalle mode.

Il secondo è perché l’ autodisciplina personale non prevede gratificazioni istantanee, ma al contrario molto lavoro.

Tra mangiare un buon gelato subito e vincere una maratona tra 1 anno, la maggior parte delle persone sceglierà il gelato

La chiave per l’autodisciplina è perciò appassionarsi davvero a qualcosa e perseverare a lungo anche se i risultati non arrivano subito.

Conclusioni

Quando si parla di autodisciplina non si può non nominare David Goggins e il suo celeberrimo libro “can’t hurt me”.

Se ti va puoi acquistarlo qui: https://amzn.to/3McW3Di

Spero di averti motivato e dato degli spunti concreti per migliorare la tua disciplina personale.

Come sempre, condividi questo articolo se ti è stato utile e se ti va fammi sapere se hai deciso di impegnarti in qualcosa di nuovo.

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A rileggerci,

Stefania

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